I CAMPOBASSANI RACCONTANO CAMPOBASSO

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COSA FACCIAMO LO SAPEVI CHE

Campobasso “nominata” nella storia del cinema italiano

Pellicola Cinematografica

Ora come ora tutti abbiamo più tempo per stare a casa. Più tempo per vedere o rivedere un bel film. Ecco allora una piccola ricerca sui film che al loro interno hanno la parola Campobasso. Ebbene si, la città capoluogo di regione è stata nominata in alcune pellicole cinematografiche. Alcune anche di pregevole fattura con attori di primaria importanza, altre più commerciali. A voi la ricerca per trovare il punto esatto dove è stato nominato Campobasso. Se poi avete altri film da suggerirci, nei quali viene solo nominata la città di Campobasso, saremmo lieti di scrivere un secondo pezzo. Buona visione e buona ricerca

Campobasso, “Mio figlio professore” – 1946 – Aldo Fabrizi

Il bidello di una scuola romana cerca il riscatto sociale permettendo al figlio, a suon di sacrifici, di studiare fino a farlo diventare insegnante. Proprio nella scuola in cui egli stesso lavora. Prodotto da Riccardo Gualino, il film fu girato per gli interni negli stabilimenti della Scalera a Roma. Ma anche nello storico Liceo Ginnasio E.Q. Visconti a Roma. Per il Dizionario Mereghetti il film affronta con il sorriso temi neorealistici, anticipando la poetica dei futuri film di Castellani. Scivola talvolta nel grottesco ma contiene alcune scene comiche memorabili. Per il Dizionario Morandini è un film pieno di ritmo con un sapiente studio dell’ambiente e un’apprezzabile gioia del raccontare svelto in una sapiente miscela di comico e patetico, con un Aldo Fabrizi divertente e molto convincente. Curiosità. Nel film abbiamo anche una colta citazione sulla composizione della metrica greca. La strofe alcaica, e il “cardellino” di Catullo

Campobasso - Mio Figlio Professore
fonte foto www.filmtv.it

Campobasso, “Napoletani a Milano” – 1953 – Eduardo De Filippo

Napoletani a Milano è una commedia diretta e interpretata da Eduardo De Filippo con Frank Latimore, Vittorio Sanipoli, Anna Maria Ferrero, Laura Gore. Trama. Un gruppo di poveracci viene fatto sloggiare dalla bidonville alla periferia di Napoli perché su quel terreno debbono costruire palazzi moderni. I derelitti vanno fino a Milano, sede della società espropriatrice, per ottenere un indennizzo in denaro e ottengono invece del lavoro.

Napoletani A Milano
fonte foto www.filmtv.it

Campobasso, “Senza famiglia, nullateneti cercano affetto” – 1972 – Vittorio Gassman

Prossimo ai trent’anni, Agostino vuole ritrovare i genitori. Insieme con Armando, che ha smesso di lavorare nel circo dopo la morte del suo cane sapiente, scende dall’Italia del Nord. Dopo due delusioni, riconosce la mamma in una prostituta, ingenuo espediente per sistemarsi. Convinto da Armando, Agostino lascia la donna. I due si recano in casa di una donna bisognosa di compagnia. Ma si tratta di un travestito. Ne consegue una colluttazione durante la quale quest’ultimo muore. Agostino finisce in manicomio, Armando in prigione. Usciti, Agostino diventa cameriere, mentre Armando riprende, contento e libero, a vagabondare, accompagnato forse da un cagnolino sbandato quanto lui.

Campobasso - Nullateneti
fonte foto www.imdb.com

“L’arbitro, il tifoso, il calciatore” – 1982 – Alvaro Vitali, Pippo Franco

Film in due episodi. Nel primo un arbitro crede che sua moglie lo tradisca con un calciatore, ma poi scopre che questi è omosessuale. Nel secondo un tifoso romanista si finge laziale per far piacere al suocero. Finisce con l’essere malmenato dagli ultras di entrambe le squadre. La nascita di due gemelli sistemerà le cose in famiglia. Due storielle stranote, senza ritmo e con bravi caratteristi. Abbastanza da culto il bar romanista di testaccio gestito da Carotenuto. Il tifoso, l’arbitro e il calciatore è un film del 1982 diretto da Pier Francesco Pingitore e interpretato da Alvaro Vitali e Pippo Franco.

Campobasso - tifoso Arbitro Calciatore.jpg
fonte foto www.filmtv.it

“Pensavo fosse amore invece era un calesse” – 1991 – Massimo Troisi

Gestore lui di un ristorante, lei di una libreria. Tommaso e Cecilia convivono e, a quanto si direbbe, si amano. Ma alla vigilia delle nozze, per le quali si è occupato Amedeo, un intellettuale amico di Tommaso, la donna rifiuta la cerimonia. Accusando Tommaso di pigrizia e tradimenti. Quel matrimonio non si ha da fare. Sgomento e gelosia del giovanotto, in una città come Napoli dove tutto e tutti secondo un vecchio luogo comune sembrano ritenere l’amore come lo scopo della vita. Il mancato sposo si macera nella sofferenza. Sproloquia con Amedeo. Ignora del tutto la passione di una ragazzetta, che tenta per amore di avvelenarlo. E, quando apprende che la sua ex-compagna ha un innamorato, Enea, consulta una fattucchiera. Mentre si preparano per la seconda volta le nozze, Tommaso si accorge che, ad essere sinceri, l’amore è latitante. Non va al rito nuziale, come se ne fosse terrorizzato

Campobasso - Pensavo Fosse Amore
fonte foto www.aforismi.meglio.it
Campobasso “nominata” nella storia del cinema italiano ultima modifica: 2020-04-09T12:00:00+02:00 da Stefano Venditti
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