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Civitacampomarano: Lo street art come forma di resistenza

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Di questo piccolo borgo e della sua particolarità ne avevamo già parlato un po’ di tempo fa in un altro articolo. Ma la storia di Civitacampomarano e del suo festival è davvero interessante e particolare da raccontare, che abbiamo approfondito l’argomento, ed oggi vi raccontiamo qualcosa in più su questo piccolo paese sulle colline molisane.

Era il 2015 quando l’artista internazionale Alice Pasquini, di passaggio nel paese di origine del nonno, Civitacampomarano appunto, aveva notato l’assenza di giovani del posto. La crisi, come solo lei sa fare, ha spinto le giovani leve fuori dai confini regionali e nazionali, ed un paesino come questo, arroccato su un promontorio franoso tra le colline molisane, non poteva far altro che pagarne le conseguenze. Sono poco meno di 400 le persone che oggi sono rimaste nel paese, per la maggior parte anziani. Per loro andare via oggi sarebbe impossibile. Troppa fatica per chi ha lavorato una vita intera. Ma è proprio da questo presupposto che parte il lavoro di rinascita di questo paese, attraverso una iniziativa dell’artista internazionale sopra menzionata Alice Pasquini e la Pro Loco “Vincenzo Cuoco”.

Civitacampomarano Street Art

CVTà Street fest: come nasce il progetto

Come raccontato sul sito web di Alice Pasquini, l’iniziativa parte dalla Pro Loco del comune di Civitacampomarano, che chiede all’artista di venire a dipingere i muri della cittadina. Il tutto, all’oscuro del fatto che le origini della ragazza erano proprio del paese. Decisa a ridare vita ad un luogo troppo dimenticato dai giovani, l’invito viene accettato, e grazie anche alla collaborazione di tutti i cittadini del paese, iniziano a nascere i primi dipinti sulle porte e sui muri. In realtà, non si tratta solo di murales, ma in alcuni casi anche di opere fisiche.

Le opere e il loro significato

Immersi nella campagna molisana, ci si ritrova in una realtà fatta di luoghi abbandonati, scarsità di risorse e scarsità di turismo. Ma non è sempre stato così.

In passato, questi piccoli luoghi traboccavano di vitalità, di allegria e di gioia. Restituire a questi posti quello spirito, è uno dei motivi che hanno spinto fin qui artisti di fama internazionale. E nelle loro opere dipinte sui muri, in quelle immagini, si percepisce appieno quella voglia di gridare al mondo l’importanza dei piccoli borghi.

E così possiamo vedere dipinta una bambina che si copre il volto con le mani, oppure un bambino che appoggiato su una scala dipinge una nuvola, carica di significati. Ma c’è anche spazio per rievocare scene del passato, come l’asinello dipinto su un muro accanto alla scritta, iconica, “You’ll never walk alone”. Non camminerete mai da soli. Forse è questo il significato più grande che possiamo dare a queste opere d’arte. Nonostante il tempo sia passato, e nonostante i giovani abbiano dovuto trovare fortuna altrove, non saranno mai soli. Ci sarà sempre un luogo dove tornare e dove potersi riabbracciare, dove poter riassaporare casa.

Civitacampomarano Murales Youll Never Walk Alone

Il tutto, riassunto perfettamente nella frase dipinta sul muro di Via Garibaldi, diventata ormai simbolo della regione: Il Molise non esiste resiste.

Civitacampomarano: Lo street art come forma di resistenza ultima modifica: 2021-08-06T16:58:29+02:00 da Mario Maio

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