EVENTI LO SAPEVI CHE

Papa Francesco e l’abbraccio di Campobasso

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Per la prima volta, 5 anni fa, un Pontefice , Papa Francesco, si fermava nella città capoluogo del Molise. Una giornata eccezionale sotto ogni punto di vista che ha visto l’intera popolazione campobassana partecipare a quella che a tutti gli effetti è stata una giornata evento. Nel primo lustro ricordiamo attraverso le parole e le foto il 5 luglio del 2014, data che rimarrà indelebile nella storia recente della città di Campobasso

Papa Francesco, un viaggio a ritroso nella memoria

Il 5 luglio era atteso come un giorno storico. Non solo per Campobasso ma per l’intero Molise. Un giorno che sarebbe rimasto indelebile nelle memorie dei campobassani e dei molisani perché sarebbe coinciso con la visita pastorale di Papa Francesco. Per una città abituata alla calma del sabato mattina, al poco traffico e ad un risveglio lento e piacevole, il 5 luglio è stato un giorno diverso. Particolare ed emozionante che ha dato “la scossa” all’intera popolazione. Il lungo fiume di pellegrini, solo su Campobasso si parla di circa 150 mila persone, ha invaso pacificamente ed ordinatamente la città sin dalle primissime luci dell’alba. Dai parcheggi organizzati nelle strade periferiche di Campobasso un flusso colorato di persone si è avviato lentamente verso l’area dell’ex stadio Romagnoli per seguire da vicino la messa celebrata dal Santo Padre.

Papa Francesco - Festone

La folla dei pellegrini

Famiglie intere, bambini, adulti, anziani, ammalati, disabili, volontari, si sono incamminati verso la “Capanna del Pastore” per vivere una giornata speciale all’insegna di Papa Francesco. Man mano che si avvicinavano al vecchio Romagnoli i pellegrini venivano avvolti dal benvenuto che la città ha voluto regalare alle migliaia di fedeli. Sulle ringhiere dei balconi e sui davanzali delle finestre, infatti, i campobassani, in segno di omaggio e devozione, hanno esposto piante e fiori colorati, bandiere del Vaticano. Ci si aspettava un’invasione molto più fragorosa e disordinata, invece, il popolo di Papa Francesco ha rispettato tutti i dettami imposti dalla sicurezza. Campobasso, non abituata a simili ed eccezionali avvenimenti, è riuscita a rispondere in maniera egregia grazie anche e soprattutto ad un’organizzazione perfetta e professionale che ha saputo prevedere e provvedere a tutti i vari aspetti collegati alla visita del Pontefice.

Papa Francesco - Fedeli

L’arrivo di Papa Francesco

Una volta disposti nelle 25 mila sedie, sistemate nell’area dell’ex Romagnoli i pellegrini hanno atteso in preghiera o cantando lodi al Signore l’arrivo del Vescovo di Roma. Verso le 8.15, poi, tutti con il naso all’insù attirati dal fragore delle eliche dell’elicottero. Un momento di forte emozione che ha unito tutti i pellegrini e gli oltre 500 giornalisti accreditati da tutto il mondo, in un unico e fraterno abbraccio a Papa Francesco. E Papa Francesco non si è fatto attendere, anzi è atterrato con ben 15 minuti di anticipo sull’eliporto costruito nei pressi della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi del Molise. In via De Sanctis la sua prima tappa, l’incontro con il mondo del lavoro e del mondo produttivo nell’aula Magna dell’Ateneo molisano. All’entrata di Papa Francesco nell’aula Magna si è subito percepita la presenza di un uomo semplice ma carismatico, buono ma determinato, dolce e paterno.

Papa Francesco -Unimol

Il discorso del Papa

Un Papa che si sente ancora prete, ancora vescovo e che ha infiammato gli animi dei presenti. Soprattutto nei momenti in cui, a braccio, è andato al di la del discorso ufficiale. Tra questi passaggi uno dei più significativi è stato “… ma vi dirò una cosa: io vado al confessionale, confesso gente; adesso non tanto come lo facevo nell’altra diocesi … Quando viene una mamma o un papà giovane, domando: “Quanti bambini hai?”, mi dice. E faccio un’altra domanda, sempre: “Dimmi: tu giochi con i tuoi bambini?”. La maggioranza: “Come, Padre?” – “Sì, sì: tu giochi? Perdi tempo con i tuoi bambini?”. Stiamo perdendo questa scienza, questa saggezza di giocare con i nostri bambini. La situazione economica ci spinge a questo, a perdere questo. Per favore, perdere il tempo con i nostri bambini! La domenica: lei ha fatto riferimento a questa domenica di famiglia, a perdere il tempo …”.

Papa Francesco all’Unimol

Altro messaggio di Papa Francesco è stato quello sul lavoro. “non avere lavoro non è soltanto non avere il necessario per vivere. Noi possiamo mangiare tutti i giorni: andiamo alla Caritas e ci danno da mangiare. Ma quello non è il problema. Il problema è non portare il pane a casa. Questo toglie la dignità. E il problema più grave non è la fame. Il più problema più grave è la dignità. Per questo dobbiamo lavorare e difendere la nostra dignità che la dà il lavoro. Il nostro Dio è il Dio delle sorprese: è vero. Ogni giorno ce ne fa una, eh? E’ così, il nostro Padre.  Dio che rompe gli schemi. E se noi non abbiamo il coraggio di rompere gli schemi, mai andremo avanti perché il nostro Dio ci spinge a questo: a essere creativi sul futuro. Bella definizione teologica!”

Papa Francesco -Ex Romagnoli

La celebrazione della santa messa nel cuore di Campobasso

La seconda tappa della visita del Pontefice è coincisa con la celebrazione della Santa Messa nell’area dell’ex Romagnoli, nel cuore della città. Ovviamente consueto bagno di folla per Papa Francesco nel tragitto, seppur breve, dall’Unimol all’ex Romagnoli. Un bagno di folla dal quale Papa Francesco non si è sottratto e dove è emersa dirompente ancor di più la sua semplicità, la sua umanità, la sua grande bontà. All’arrivo del Pontefice nella sede della Santa Messa un vero e proprio boato ha avvolto il Vicario di Cristo in terra. Un abbraccio caloroso e vigoroso di fedeli giunti da tutte le regioni limitrofe. Un abbraccio variegato e colorato che Campobasso e il Molise ha voluto donare a Papa Francesco attraverso le caratteristiche e le tradizioni più radicate nel Dna di un popolo che affonda le sue radici nell’agricoltura e nella pastorizia.

Papa Francesco -Messa

L’area dell’ex Romagnoli trasformata in area di preghiera

Ecco perché la presenza nei pressi dell’altare di tanti giovani, di gruppi folkloristici, dei medici clown e di tanti volontari. Non a caso l’altare, costruito in ferro battuto da un ragazzo senegalese ospite della comunità “La Valle” di Toro, che raffigurava un ragazzo che viene sorretto da Papa Francesco mentre cade nel vortice della droga e del peccato, è stato inserito in un contesto pastorale. L’altare, infatti, era sormontato da una struttura costruita con canne di bambù che ricordava, in maniera stilizzata, una capanna di pastori, una delle tante che si possono vedere lungo i tratturi, le antiche autostrade verdi della transumanza. Attorno all’altare ginestre e diverse essenze arboree tipiche dei paesaggi tratturali molisani. Al lato dell’altare la statua della Madonna della Libera, proveniente da Cercemaggiore, protettrice della Valle del Tammaro, e alle spalle dell’altare un crocifisso ligneo del 1400 proveniente dal comune di Pietracatella.

Papa Francesco -Messa Romagnoli

L’omelia di Papa Francesco

Il passaggio dell’omelia che è stato sottolineato dagli applausi dei pellegrini è stato “ … la testimonianza della carità è la via maestra dell’evangelizzazione. In questo la Chiesa è sempre stata “in prima linea”, presenza materna e fraterna che condivide le difficoltà e le fragilità della gente. In questo modo, la comunità cristiana cerca di infondere nella società quel “supplemento d’anima” che consente di guardare oltre e di sperare.  È quello che anche voi, cari fratelli e sorelle di questa Diocesi, state facendo con generosità, sostenuti dallo zelo pastorale del vostro Vescovo. Vi incoraggio tutti, sacerdoti, persone consacrate, fedeli laici, a perseverare su questa strada, servendo Dio nel servizio ai fratelli, e diffondendo dappertutto la cultura della solidarietà. C’è tanto bisogno di questo impegno, di fronte alle situazioni di precarietà materiale e spirituale, specialmente di fronte alla disoccupazione, una piaga che richiede ogni sforzo e tanto coraggio da parte di tutti.

Papa Francesco - Piazza Prefettura

L’omelia parte due

È necessario porre la dignità della persona umana al centro di ogni prospettiva e di ogni azione. Gli altri interessi, anche se legittimi, sono secondari. Dunque la Chiesa è il popolo che serve il Signore. Per questo è il popolo che sperimenta la sua liberazione e vive in questa libertà che Egli le dona. La libertà anzitutto dal peccato, dall’egoismo in tutte le sue forme: la libertà di donarsi e di farlo con gioia, come la Vergine di Nazareth che è libera da sé stessa, non si ripiega sulla sua condizione – e ne avrebbe ben avuto il motivo! – ma pensa a chi in quel momento ha più bisogno. E’ libera nella libertà di Dio, che si realizza nell’amore …”. A conclusione della Santa Messa l’arcivescovo metropolita della Diocesi di Campobasso/Bojano, Monsignor Giancarlo Maria Bregantini, ha salutato Papa Francesco a nome di tutti i campobassani e  dei pellegrini presenti.

Papa Francesco -Festoni Sui Balconi

Il saluto del Vescovo Bregantini

Padre santo, l’anima mia magnifica il Signore, per le meraviglie che sta facendo nella vita mia di Vescovo e della nostra diocesi di Campobasso-Bojano, cui si uniscono con gioia le altre diocesi dell’Abruzzo – Molise. La stiamo accogliendo con cuore colmo di benedizione, in un abbraccio immenso che vuole esprimerle tutto il nostro affetto e tutta la nostra gratitudine. Le diciamo ancora una volta, in coro, tutti insieme: Grazie! Lei ha scelto di visitare una terra poco visitata. Ma ora ha conosciuto questo mio popolo, mite, cordiale in una regione bella, dalla cultura vivace, con chiese curate, paesi lindi, dalle colline dove si gusta il sapore del grano e del pane, benedetto dalla fatica dei nostri contadini e dal profumo delle nostre stalle. E’ soprattutto una terra molto vivibile. Lo ha fatto con cuore di predilezione, nella logica di Maria.

 Fedeli In Preghiera

Il discorso del Vescovo Bregantini parte due

E’ la cultura della solidarietà, davanti alla precarietà e alla disoccupazione, piaga che richiede da parte di tutti, ogni sforzo e tanto coraggio. E di questo, il Molise ha immenso bisogno, perché il lavoro è la grande sfida per le nostre terre, che deve coinvolgere tutti. Maria della Libera ci doni quella sua premura nel servire i più fragili ed i più poveri, faccia maturare in noi la sua stessa sollecitudine materna, nella condivisione che troverà fattiva già Casa degli Angeli Papa Francesco, nell’abbraccio agli ammalati. Infine, uno sguardo alle mete alte, belle come le cime innevate del Matese, sorretti dalla Madonna della Libera. Sono i tanti volti di Vangelo vissuto, che hanno testimoniato come la vita vada riempita di giustizia, costruendo un domani positivo, fatto di ponti! Lei vede, espressi in un apposito banner sul fondo di questa meraviglioso stadio che lo abbraccia con entusiasmo, una serie di volti.

Bimbo

La conclusione della visita pastorale

La visita pastorale si è articolata in altri due momenti molto significativi che hanno avuto la valenza della visita privata. Dopo la Santa Messa, sulla Papa mobile, si è recato in Cattedrale dove ha incontrato alcuni ammalati gravi e dove ha pregato per qualche minuto sulla tomba dei vescovi Alberto Romita e Secondo Bologna. Poi il Pontefice ha firmato la Positio per la beatificazione di Fra Immacolato Brienza, uno dei punti di riferimento della comunità cristiana di Campobasso. Subito dopo Papa Francesco ha pranzato nella mensa dei poveri diretta dalla Caritas diocesana denominata “Casa degli Angeli Papa Francesco”. Qui Papa Francesco ha avuto un momento di relax degustando insieme a 40 poveri alcuni piatti tipici della cucina campobassana e dove ha avuto modo di scambiare due chiacchiere al di fuori del protocollo. Cosa resta di questa visita nel cuore dei campobassani? Una grande forza, una grande speranza nel cuore.

 Stadio
Stefano Venditti

Autore: Stefano Venditti

Stefano Venditti nasce a Campobasso il 01/11/1973. La passione per la scrittura e per il giornalismo matura già in tenera età quando alle scuole medie, al Convitto Nazionale “Mario Pagano”, diventa direttore del giornalino scolastico “Mare Nostrum”. Crescendo il suo desiderio di scrivere e di raccontare storie inedite aumenta e decide di improntare il suo percorso professionale proprio al mondo del giornalismo e della comunicazione frequentando anche corsi e master specialistici a Roma e Milano sia nel campo dell’informazione religiosa, sia sportiva, anche televisiva, sia di web journalism. Dal 1997 svolge la professione di giornalista e di addetto stampa e nel 2000 si iscrive all’Ordine dei Giornalisti del Molise nella sezione pubblicisti. Proprio per aumentare il proprio bagaglio culturale compie esperienza in tutti i campi della comunicazione e del giornalismo: quotidiani, settimanali, mensili, radio, tv, internet, web tv e dirige varie testate ed uffici stampa. Il periodo più formante a livello professionale lo svolge all’interno della redazione del quotidiano “Il Tempo” di Campobasso e nell’ufficio stampa del Cip Molise. Ma la sua vera passione è lo scrivere soprattutto di notizie che spesso non trovano il meritato risalto sugli organi di stampa. La sua aspirazione lo porta anche a tenere lezioni di giornalismo nelle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Campobasso e alla creazione di diversi giornali scolastici con il progetto “Newsparer game”, ma anche all’interno di programmi formativi di alcune associazioni di volontariato campobassane. E’ stato anche relatore di alcuni seminari sullo sport paralimpico della formazione continua promossi ed organizzati dall’ODG del Molise. Dal mese di giugno del 2018, con la moglie Maria e il figlio Marco, si è trasferito in Emilia Romagna per trovare nuovi stimoli e per allargare il proprio orizzonte professionale
Papa Francesco e l’abbraccio di Campobasso ultima modifica: 2019-07-06T07:47:40+02:00 da Stefano Venditti

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