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Rap, “Odio la mia città” quando la musica si fa denuncia

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Il rap prende piede anche a Campobasso. Lo fa attraverso i testi e le musiche di un giovane gruppo cambuasciano che tramite il proprio credo musicale lancia un messaggio di denuncia-amore verso la propria città d’origine: Campobasso appunto! Da tempo su Youtube è stato postato un video intitolato “Odio la mia city” che ha riscontrato unanimi commenti, ovviamente positivi, di tutti coloro che hanno ascoltato e visto il video.

Il rap e il contesto sociale

Gli Incubi di plastica, tra il terminal degli autobus extraurbani e alcuni degli angoli più rappresentativi della città, criticano senza peli sulla lingua tutti gli aspetti negativi della città. La routine e le abitudini dei giovani, la mentalità provinciale, la classe politica, la mancanza di programmazione e di prospettive. Una denuncia dura e implacabile solo apparente, però. Dietro musica e video, in realtà, si cela un amore viscerale verso la propria città. E’ proprio questo amore che ha spinto i rapper cambuasciani a cercare, attraverso le proprie sonorità, di risvegliare l’opinione pubblica e di iniziare proprio dai giovani a cambiare in meglio Campobasso non con l’odio o il rancore, ma con la passione incondizionata.

Rap - Terminal Autobus
foto terminal autobus extraurbani – archivio Gino Calabrese

Gli attori principali del progetto rap

La crew è composta da mc Skerna, dj dr. Planner e da mr. James. Per il videoclip ospite speciale Damibong Fatherz. La produzione è della casa BaG, con la regia Antonio D’Aquila, vede, oltre ai protagonisti musicali, Marco Caldoro nei panni del politico di turno. Il video, girato tra giugno ed agosto 2011, scivola sulle contraddizioni del quotidiano, cavalca la rabbia dei rapper e agevola le contraddizioni di chi, in politichese, alza polvere. In alcuni fotogrammi Caldoro legge La Gazzetta, mentre dal terminal, scorrono le immagini del lavoro di Blu, quello che ha creato il fraintendimento tra Comune e associazione Malatesta. Gli Incubi di Plastica nascono nell’estate del 2010 a Campobasso.

Rap - Veduta Del Centro Murattiano Di Campobasso
veduta del centro Murattiano – archivio Gino Calabrese

L’incontro magico

Sarà proprio questo habitat di provincia a fornire la voglia di fare al gruppo. Gruppo nato dall’incontro di Giacomo Gattozzi (Mr. James) pianista, porducer musicale e beatmaker, Alessandro Domenici (Skerna Mc) rapper attivo da anni in città e fuori regione, Andrea Carpenito (Dj dott. Planner) dj, scratcher e fonico. Dopo otto mesi di attività, la crew decide di produrre una raccolta di 19 tracce. Ne viene fuori un progetto eclettico e variegato: Benvenuti nel mio regno. I testi attingono alle tematiche descrittive e narrative del mondo hip-hop. Al contrario la musica si distanzia dalle classiche sonorità del rap. Allo stesso tempo, si dà il via a un’idea più ambiziosa. Insieme alla produzione del disco cominciano a gestire uno studio di registrazione funzionante ma inutilizzato. Risvegliano così la passione musicale nei ragazzi, offrendo delle opportunità che spesso mancano in centri di periferia, e che in passato sono state negate.

Rap - Panoramica Della città di Campobasso
una veduta del capoluogo di regione – archivio Gino Calabrese
Rap, “Odio la mia città” quando la musica si fa denuncia ultima modifica: 2019-09-09T11:15:54+02:00 da Stefano Venditti
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